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4 February 1997

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Kenn Lunn
TELEWORKING

This FAQ was a posting to the UK's telework@mailbase discussion list by Ken Lunn. Traduzione dall'Inglese di Alfonso Minio.

E' possibile combinare il telelavoro da casa, on site, con la gestione della famiglia?


Ho "telelavorato" a vari livelli negli ultimi tre anni. La mia situazione familiare richiede la mia presenza in casa per la maggior parte del tempo. Ho lavorato come consulente indipendente part-time per diciotto mesi e come part-time tutor per la Open University. Negli ultimi otto mesi sono stato impiegato come docente a tempo pieno alla Universita' di Liverpool. Siccome vivo nel West Yorkshire, desidero solo frequentare l'universita' per una media di tre giorni alla settimana. Sto imparando molte cose, e sto scoprendo che devo "organizzare/istruire" quelle con cui lavoro.Alcune di queste sono:
    Poiche' il mio tempo con le persone e' limitato, tendo ad essere molto piu' pratico nel trattare le questioni di lavoro. Ci sono meno inutili riunioni "ad hoc", che tendono a distogliere l'attenzione dall'interesse principale.

    Ci son voluti molti mesi per convincere gli studenti che "capitare all'improvviso" nel mio ufficio e' di solito una perdita di tempo. Perche' non sono presente, o perche' sono impegnato con un'altra persona, che aveva preso appuntamento. Il lato positivo e' che in questo modo ricevono risposte immediate via email, e quando prendono un appuntamento con me dedico loro molto tempo e di solito sono preparato a riceverli.

    Lavoro molto piu' efficientemente con l'email di quanto abbia mai lavorato con la carta.

  • La mia giornata lavorativa in apparenza è molto poco strutturata. Dopo aver accopagnato i bambini alla fermata dell'autobus, lavoro dalle 8 a. m. sulla posta elettronica, rispondendo alle richieste di informazioni, e programmando gli appuntamenti e le conversazioni telefoniche. Se sono in viaggio verso Liverpool, evito di partire prima delle 8.30 come minimo, per evitare il traffico dell'ora di punta attorno Manchester. Quando ho una riunione di buon'ora, mi ci vogliono altri trenta minuti di macchina.

  • Spesso lavoro fino alle prime ore della sera, qualche volta anche piu' tardi. Ma se sto lavorando da casa ho la liberta' di usare la parte centrale della giornata per questioni personali .

  • Faccio molta "vita sociale" quando sono a Liverpool - mi impegno a presenziare a colazioni e pranzi di lavoro. Alcuni di questi sono utili, altri sono solo per divertimento.

  • Penso di lavorare in maniera ugualmente efficiente, se non di piu', di quando lavoravo in ufficio con un tradizionale orario di lavoro.

  • Ho l'impegno di badare a tre bambini da solo. Avevo una baby-sitter a tempo pieno per la maggior parte dell'anno quando facevo il pendolare da Woking per un lavoro in un ufficio nel centro di Londra . Funzionava piuttosto bene, e era di gran lunga piu' conveniente, ma ora ho il tempo e la capacita' di trattare i problemi quando sorgono, e un rapporto molto migliore con i bambini. In fondo, i bambini hanno bisogno di me per pochi minuti ogni volta, a meno che non stiamo facendo qualcosa insieme.Sono fortunato a non aver bisogno di lunghi periodi di silenzio ininterrotto per lavorare.

  • Cerco di mantenere un alto profilo, partecipando o creando dibattiti usando la posta elettronica all'interno del mio dipartimento. Sebbene tutti coloro con cui lavoro usino la posta elettronica, questa forma di interazione non e' quella prevalente. Penso che a molte persone non piaccia esporre le proprie opinioni, anche verbalmente.

  • Il problema dell'auto-disciplina era lo stesso per me sia in ufficio che a casa. Riuscivo sempre a trovare in un ufficio cose da fare che mi divertivano (macchinette del caffe', chiacchierare, quel po' di lavoro interessante che non e' essenziale), come anche a casa .Forse non ho complessi di colpa sufficientemente grandi verso le persone che non mi vedono lavorare, purche' io sappia di raggiungere i miei obiettivi.

  • A casa riesco a controllare le distrazioni molto meglio. I bambini rispettano il mio bisogno di quiete quando glielo chiedo, e mi interrompono solo per questioni importanti ( ginocchia sbucciate, fame impellente, rassicurazioni). E' piu' difficile trattare con i miei colleghi di lavoro.

Trascorro circa meta' del mio "tempo lavorativo" a casa ora, sebbene svolga un lavoro che è prevalentemente basato sulle persone. Per il lavoro tecnico, penso di poter impiegare circa l'80% del mio tempo lavorativo a casa, usando il telefono per i contatti. Ma e' un processo di apprendimento lento per me e per quelli con cui lavoro.

Ken Lunn 3 June 1996.

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© 1997 Patrizio Di Nicola, Roma, Italia

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