Le prospettive del telelavoro in Europa:

Un'analisi economico - statistica

Francesco Vidoli

Università di Roma "La Sapienza", Roma, Italia.

http://www.geocities.com/Paris/Parc/7236

vidoli@usa.net

Abstract

Introduzione

Scopo della nostra tesi è stato quello di indagare le relazioni che intercorrono tra lo sviluppo del telelavoro ed i cambiamenti sia nella struttura interna delle imprese sia nelle variabili macroeconomiche.

L'analisi ha riguardato le tendenze a livello macroeconomico avvalendosi dei risultati delle principali inchieste europee svolte negli ultimi anni.

In un primo tempo i cambiamenti del mercato del lavoro sono stati analizzati in funzione della crescita quantitativa e qualitativa che le nuove tecnologie hanno apportato sia nel mondo del lavoro che nell'organizzazione aziendale sullo sfondo delle trasformazioni economiche mondiali e delle politiche adottate dai principali attori. I dati utilizzati per studiare lo sviluppo delle tecnologie e delle organizzazioni di rete sono molto recenti e tutti di OCDE o EuroStat.

In un secondo tempo si sono studiate le principali analisi sul telelavoro a livello europeo finanziate dalla Comunità Europea e da singoli esperti negli ultimi anni dalle quali si sono rilevati dati, metodologie, ma al tempo stesso limiti, elementi tutti che si sono dimostrati utili per le nostre successive analisi.

La prima di queste è consistita nello studio sulle imprese europee nel Marzo '98 sviluppata grazie ad un questionario pubblicato sul Web proposto a 100 imprese a livello europeo che adottavano telelavoro (con risposta positiva da parte di 25 imprese), potendo in tal modo, ricavare ottimi risultati sulla struttura interna delle aziende e sulle politiche delle imprese riguardo ad un maggiore decentramento produttivo ottenibile mediante l'uso delle tecnologie dell'informazione di rete.

Numero di imprese intervistate per tipo di impresa

Le domande hanno cercato di coprire sia le decisioni passate e gli attori che hanno favorito l'adozione del telelavoro da parte dell'azienda sia i risultati ad oggi ottenuti e le presenti decisioni riguardo gli investimenti in ricerca e training ed infine, le intenzioni future riguardo un maggior grado di decentramento produttivo; tale impostazione ci ha permesso di tracciare un quadro completo della dinamica e del modo in cui nasce e si sviluppa il telelavoro nelle imprese.

Si nota che il pubblico ha favorito e spinto solamente realtà piccolissime (meno di 10 addetti), risultando difficile intervenire nelle scelte strategiche di imprese più grandi.

La scelta di telelavorare è poi in qualsiasi realtà appoggiata dal management, interno ed esterno, dagli addetti al sistema informatico e dai singoli dipendenti che spesse volte si fanno carico dell'implementazione e della sperimentazione.

Risultano meno importanti in termini assoluti l'apporto delle aziende di consulenza, dei clienti e dei sindacati soprattutto nelle piccole aziende.

Coloro che hanno introdotto il telelavoro per grandezza aziendale

Le difficoltà e le paure dell'introduzione del telelavoro spesse volte testimoniate dalle imprese nascono dal timore che un progetto positivo in un'impresa non possa andare bene anche nella propria, perché si inserisce in processi produttivi diversi, nelle relazioni tra dipendenti e datori di lavoro, perché colpisce la sfera sociale ed emozionale dei dipendenti. Dalla combinazione di questi fattori e dal differente scopo aziendale, nascono svariate forme di telelavoro tanto che parlare genericamente di telelavoro è parlare di una scatola vuota.

Un esempio efficace di questo, sono le molteplici forme di telelavoro che abbiamo incontrato.

Numero di imprese per tipo di telelavoro adottato

Network

 

4

 

Homework/network

1

 

Homework/mobile/network

1

Homework

 

6

 

Homework/mobile

2

 

Homework/telecenter

1

Telecenter

 

1

 

Mobile/telecenter

1

Mobile

 

2

 

Network/mobile

1

 

Network/telecenter

1

Flex-office

 

1

 

Flex-office/homework

1

La flessibilità necessaria a queste aziende, molto aperte in campo internazionale e alla concorrenza, deve trovare un punto di forza anche in un campo così importante come quello retributivo.

Risulta infatti che quasi tutte le aziende legano le retribuzioni ai risultati e alle prestazioni effettuate o almeno alla combinazione tra i due modi di incentivare il lavoratore indipendentemente, e questo è molto importante, dalla dimensione aziendale.

Struttura interna e Retribuzione

Nella nostra analisi abbiamo riscontrato come ci sia una grande omogeneità territoriale in Europa nella distribuzione delle tecnologie.

Le aziende che si affacciano nel campo dei servizi avanzati sono solitamente ben equipaggiate per affrontare una sfida europea se non mondiale. Inoltre l'omogeneità delle tecnologie dal punto di vista tecnico che si sta verificando negli ultimi tempi riuscirà a far integrare maggiormente queste diverse realtà economiche.

I prezzi delle diverse tecnologie diminuiscono molto velocemente rendendo più accessibili a tutti servizi una volta destinati solo alle grandi imprese. Disaggregando per grandezza aziendale si nota una grande omogeneità nella distribuzione delle tecnologie di base, come la presenza di fax, e-mail, telefono cellulare e PC portatile. Ancora lontano per le piccole imprese aspirare a tecnologie di comunicazione come la videoconferenza o a tecnologie di organizzazione come reti basate su protocolli TCP-IP e soluzioni Intranet.

Numero di imprese per grado di dotazione tecnica

 

Alta tecnologia

Media tecnologia

Bassa tecnologia

Freq. Assolute

6

9

10

Freq. Relative

0.24

0.36

0.4

Alta tecnologia = aziende che utilizzano videoconferenza o tecnologie Tcp/Ip;Media tecnologia = aziende che hanno almeno telefono cellulare, PC portatile, Scanner;Bassa tecnologia = aziende che utilizzano solamente ISDN, Fax, E-mail, Stampante.

Carattere fondamentale dell'impresa di domani sarà l'alto grado di decentramento e di flessibilità interna. Alla domanda se nella propria impresa si desiderasse maggiore decentramento la risposta è stata positiva per la maggior parte se non per tutte le imprese, anche considerando che non tutte le realtà necessitano di maggiore flessibilità.

Si nota come le realtà più grandi mediamente necessitino di più decentramento e flessibilità di quelle piccole.

Intenzioni di maggiore decentramento per grandezza aziendale

Si nota una certa omogeneità nelle risposte a fronte di un ottimo risultato assoluto che evidenzia la voglia di ricercare un miglioramento nella qualità e nella puntualità della propria produzione.

Per quanto riguarda la necessità di sviluppare una Intranet o una rete aziendale, si nota che questa necessità porta più del 50\% delle aziende ad averla già sviluppata; si nota, però, una differenza importante sintomo della diversa velocità di reazione e quindi del vantaggio competitivo tra piccola e grande impresa; mentre le piccole imprese hanno già deciso per avere o meno una rete informatica, le decisioni delle grandi imprese rimangono ancora in programma.

In totale, comunque, più dell'80% delle imprese crede nell'organizzazione di tipo network.

Intranet e reti aziendali

La ''Ricerca Q100'' si è rivelata molto completa dal punto di vista statistico, riuscendo a fornire risultati interessanti soprattutto nei rapporti all'interno e all'esterno dell'impresa oltre alla dinamica di sviluppo di realtà molto complesse come sono le piccole imprese.

Sono state sottolineate le differenze tra piccole, medie e grandi imprese soprattutto nella velocità di reazione a stimoli e a necessità nuove esterne, confermando che le piccole imprese sono un punto di forza non solo italiano, ma di molte economie europee.

Inoltre anche per il numero di imprese contattate e per il modo innovativo in cui sono state ricavate le risposte l'analisi si dimostra molto attuale e significativa.

Il metodo Delphi

''L'insieme di fattori che potenzialmente influiscono sullo sviluppo del telelavoro in un'economia sono molti. Questi fattori direttamente o indirettamente interagiscono in modo complesso per creare contesti nazionali o regionali nei quali il telelavoro si sviluppa. La descrizione di questi fattori è essenziale per comprendere il funzionamento del fenomeno telelavoro'' W.B.Korte, R.Wynne, Telework: penetration, potential and practice in Europe, European Commission DG X III-8, 1996

Una volta conclusa l'analisi sul telelavoro implementato dalle aziende, è stato avviato lo studio, mediante il metodo Delphi, sull'importanza delle variabili macroeconomiche in gioco nello sviluppo del telelavoro grazie ad un questionario elettronico che ha permesso di compilare stime

precise, puntuali ed attuali.

Il metodo Delphi si è concretizzato in tre round successivi iniziati nel marzo '98 e finiti nel maggio '98; tali risultati sono stati rilevati ed analizzati nell'arco di un brevissimo tempo.

Le variabili che influiscono sullo sviluppo del telelavoro e che sono state sottoposte al giudizio e alla valutazione del panel di esperti ottenute grazie ad una ricerca sui molti articoli letti possono essere suddivise in:

  1. Variabili tecnologiche;
  2. Variabili socio-psicologiche;
  3. Variabili che riguardano la necessità delle aziende e la situazione di mercato in generale;
  4. Variabili che riguardano l'incentivazione pubblica e il terreno di sviluppo in generale.

Nel corso dei round sono state quindi valutate sia le variabili da noi proposte, sia quelle individuate dagli esperti creando in tal modo un'ottima collaborazione che ha permesso di sviluppare un lavoro comune.

Inoltre in ogni round del metodo Delphi si è chiesto agli esperti di chiarire in forma chiara e precisa le politiche necessarie allo sviluppo e di indicare quali fossero le caratteristiche più importanti delle

differenze nello sviluppo del telelavoro.

Il panel di esperti

Il panel di esperti che ha aderito a questa analisi risulta molto ricco sia per l'importanza che gli esperti rivestono in campo internazionale, sia per le differenti ottiche adottate per studiare il telelavoro, fattore che arricchisce notevolmente la rappresentatività dei risultati.

Hanno fatto parte del panel:

  1. Donnie Morrison, Western Isles ICT Advisory Services, UK;
  2. Andrew Bibby, Giornalista e scrittore, UK;
  3. Renato Rizzo, Consorzio MIRTI, IT;
  4. Enrique de la Serna, ECTF Italia, IT;
  5. Maarten Botterman, European Commission DG13, BE;
  6. John Wilson, University of Nottingham, UK;
  7. Ursula Huws, Analytica, UK;
  8. Eberhard Koehler, European Foundation for the Improvement of Living and Working Conditions, IR.

Il modello TLV

Dal punto di vista pratico nella nostra applicazione al primo round sono state proposte una serie di variabili X1,..... XN tra le quali scegliere le più importanti; dal secondo round in poi, una volta scelte le più rilevanti, si è quantificato l'apporto di ognuna allo sviluppo della variabile studiata anche grazie ad un indicatore di sintesi delle valutazioni precedenti e ad un indice di variabilità delle medesime.

Il cuore della nostra analisi di tipo Delphi si basa dunque sul convergere delle opinioni di un panel di esperti e sulla verifica di una possibile relazione tra il numero di telelavoratori e più in generale lo sviluppo del ricorso ad attività telelavorabili attraverso variabili X1,..... XN

[1]

Oltre ai tipici problemi dell'analisi di tipo Delphi e le relative ipotesi che devono essere esplicitate in precedenza, i problemi relativi all'adozione di una simile relazione sono i seguenti:

  1. Le variabili X1,..... XN sono variabili disomogenee per quanto riguarda il tipo e l'unità di misura, devono cioè, essere rese omogenee tra di loro e con la variabile dipendente TLV: il miglior strumento per fare ciò è calcolare la variazione relativa di ogni variabile rispetto al tempo.
  2. Considerato che il nostro scopo primario consiste nella stima della forza evolutiva del telelavoro si espliciterà una funzione del tipo:

La derivata rispetto al tempo dell'equazione [1]

[2]

Le quantità rappresentano quanto del telelavoro è imputabile ad una variazione unitaria della variabile XI ; questi coefficienti verranno stimati grazie al metodo Delphi consultando il panel di esperti. Le quantità rappresentano invece le variazioni temporali di XI.

Indicando con un punto la derivata temporale la [2] si riscrive:

con

La seconda parte della nostra analisi ha contemplato la possibilità in cui il processo di crescita del telelavoro si autoalimenti nel tempo attraverso alcune variabili influenzate, a loro volta, dalla ''crescita'' del telelavoro.

Matematicamente si potrà esprimere questa condizione scrivendo:

dove g I assume il significato di quanta variazione della stessa XI è dovuta al crescere della variabile TLV.In tal caso l'equazione [2] diviene:

che rappresenta un'equazione differenziale lineare del tipo:

la cui soluzione nota è:

dove y0 = y(0).

I coefficienti g I chiaramente sono stati introdotti uguali per ogni stato; per molte variabili sono stati posti nulli dato che non si può ipotizzare alcuna relazione in questo senso.I coefficienti g I graduati da 0 a 1, sono stati posti positivi per le seguenti variabili:

I coefficienti

Variabili

g I

Abitudine al "lavoro per obiettivi"

0.25

Ricerca di maggiore flessibilità interna

0.75

Advanced management

1

Favorevole attitudine del sindacato

0.75

Favorevole attitudine del governo

0.75

Questi coefficienti nel nostro modello sono stati fatti variare con dei pesi da 0,25 a 0,75 per rendere più robusti i risultati ottenuti; si sono ottenute quindi due curve che rappresentano il campo di variazione dell'aumento del telelavoro al variare dei coefficienti g I

Si è pesato maggiormente il grado culturale del management perché in molte analisi viene sottolineato che più cresce il telelavoro più il management si rende conto dei vantaggi connessi a questa pratica; per gli stessi motivi ma legati anche ad altri fattori e per questo i g I sono stai posti uguali a 0,75 l'attitudine del sindacato e del governo; più si sviluppa il TLV più ci si rende conto di come sia impossibile tornare indietro rispetto alla flessibilità aziendale: è quindi necessario andare avanti con questa; la variabile influenzata di meno ci è sembrata l'abitudine al lavoro indipendente che cresce con il crescere di pratiche flessibili.

I risultati ottenuti

''L'uso delle nuove IT sta esplodendo ad un tasso esponenziale. Combinato con questo sviluppo è lo sviluppo della flessibilità organizzazionale basata sulle preferenze e sulle soluzioni personali. Questo porterà ad una molteplicità di differenti applicazioni che non necessariamente potranno essere inquadrate in categorie scientifiche. There will be a creative chaos.'' Koehler, Round 3 del metodo Delphi.

Oltre ad approfondire in maniera molto significativa le interrelazioni tra variabili economiche, sociali e politiche sullo sviluppo del telelavoro, mediante il modello TLV si è potuto ricavare per ogni Stato analizzato una curva che rappresenta l'aumento del telelavoro nel biennio 1997-98.

Il numero dei telelavoratori previsto per il biennio '97-98

 

Telelavoratori

Variazione annua prevista

Germania

149 013

2.5%

Francia

215 143

3.1%

UK

563 182

1.25%

Italia

96 722

2.4%

Spagna

101 571

1.35%

Si possono ottenere quindi stime al Duemila che non prevedono milioni di telelavoratori, ma che più realisticamente prevedono un aumento annuo comunque sostenuto che varia dall'1.25% degli UK che già hanno intrapreso da molti anni politiche liberistiche e di ristrutturazione che hanno portato insicurezza da parte dei lavoratori, al 3.1% della Francia all'inizio di un ciclo profondo di ristrutturazione soprattutto nelle relazioni industriali.

E' chiaro che nei paesi con più forti tradizioni liberistiche ad esempio le infrastrutture di comunicazione siano più elevate e quindi i ritmi di crescita più lievi; è per questo che l' UK avendo a livello assoluto grandi infrastrutture ha ritmi di crescita relativamente bassi; per questo il ritmo di crescita non può beneficiare di quel clima di novità tecnologica presente negli altri stati.

Stime dei telelavoratori all'anno 2000

 

Telelavoratori

Germania

156 464

Francia

221 812

UK

570 222

Italia

99 043

Spagna

102 942

Più specificamente si possono analizzare per ogni Stato i risultati ottenuti:

L'Italia

Per l'Italia si prevede una crescita annua media del 2,4% circa del numero dei telelavoratori, tasso molto influenzato dagli ingenti investimenti in infrastrutture realizzato in Italia negli ultimi anni, nonché dalla diminuzione delle tariffe telefoniche specie quelle estere.

La spinta tecnologica quindi dovrebbe essere la più importante anche se non l'unica; si segnala infatti la ripresa economica in atto e il buon clima nei rapporti con il sindacato.

A fronte di queste spinte positive notiamo spinte negative rappresentate dall'aumento dell'insicurezza del posto di lavoro anche se sotto alla media europea nonché la diminuzione repentina di investimenti pubblici nel campo della R&S, la maggiore europea, diminuzione dovuta a vincoli di bilancio pubblico.

Nel caso italiano non si verifica una forte differenza tra le previsioni.

La soluzione all'equazione differenziale è:

TLV(t)=-8,76+9,76exp(0,171t)

con t = numero di anni a partire dal 1997.

La GermaniaLa Germania presenta livelli di crescita simili all'Italia, anche se questa crescita è influenzata da fattori diversi; dal punto di vista tecnologico si nota che a fronte di un aumento notevole nella capacità delle linee telefoniche tradizionali non si registra un aumento correlato delle più moderne linee a fibra ottica. Anche le tariffe telefoniche sono scese, ma solo negli ultimi anni, testimonianza delle spese che Deutch Telecom ha dovuto affrontare nell' ex-Germania Est.

Le spese pubbliche anche in un periodo di tagli alla spesa pubblica per convergere ai parametri della moneta unica, aumentano del 2,4%

Fattori negativi che minano in profondità questa crescita è l'aumento dell'incertezza in campo lavorativo, testimonianza del lungo periodo di ristrutturazione che la Germania sta affrontando e che storicamente non aveva mai affrontato dal dopoguerra ad oggi; una incertezza che colpisce anche l'impiego specializzato. Incertezza anche nel campo delle imprese che, soprattutto per l'alto costo del lavoro, si ritrovano con una concorrenza sempre maggiore.

L'equazione differenziale risolta che si ottiene avendo introdotto i coefficienti g I è la seguente:

TLV(t)=-9,16+10,16exp (0,171t)

Anche nel caso tedesco la differenza tra la curva con la massima e la minima interazione tra TLV ed XI è ridotta;

La FranciaLa Francia risulta essere il paese con il maggior tasso di crescita di telelavoro tra quelli analizzati; ciò è dovuto ad una serie di fattori positivi: uno sforzo notevole nel campo delle nuove infrastrutture telefoniche e di rete, con una diminuzione nella media delle tariffe delle stesse.

La Francia inoltre risulta il paese in cui si punta in maniera molto decisa sia sul capitale umano, si pensi che è il paese con il più alto tasso di crescita della manodopera specializzata, sia sulle spese pubbliche che pur in un periodo di congiuntura non proprio favorevole riescono ad aumentare.

Non mancano attenzione fattori negativi: si tratta della più alta insicurezza registrata tra gli stati analizzati, a causa del periodo di ristrutturazione in atto, la diminuzione nelle spese sociali e sul mercato del lavoro.

La soluzione all'equazione differenziale risulta:

TLV(t)=-12,8+13,8exp(0,171t)

Trascurabile anche la differenza tra le curve minime e quella massima;

La SpagnaLa Spagna insieme agli UK è il paese con più basso tasso di crescita del numero dei telelavoratori; a differenza degli UK però non siamo presente ad un paese in cui le infrastrutture di rete, il mercato del lavoro è sviluppato; la crescita molto contenuta a confronto con gli altri paesi europei è essenzialmente imputabile ad una forte diminuzione del ruolo dello Stato, sia per quanto riguarda gli investimenti nei campi vicini al telelavoro che sono diminuite negli anni '92-95 del 3,9% annuo, sia per quanto riguarda le misure di sostegno sociale diminuite dello 0,3% annuo negli anni '93-96, mentre negli altri stati queste spese aumentavano.

Diminuzione del ruolo dello Stato per esigenze di bilancio in previsione dell'entrata nel sistema della moneta unica europea, a cui non è seguita una politica di apertura al mercato. La Spagna infatti insieme all'Italia ha il più basso tasso di crescita nell'impiego flessibile e part-time.

Dal punto di vista delle infrastrutture invece si nota un miglioramento superiore alla media per quanto riguarda la crescita delle linee telefoniche tradizionali e a fibre ottiche.

Risultato che ci conforta perché dimostra che il nostro modello non risulta influenzato più del dovuto dai forti tassi di crescita del settore delle infrastrutture; è il sistema paese che influenza la

crescita del telelavoro, non la singola variabile.

La soluzione all'equazione differenziale risulta:

TLV(t)=-2,08+3,08\exp (0,171t)

La differenza tra le due curve è tra le più alte registrate nella nostra analisi ed è circa del 0,2%, differenza comunque trascurabile perché equivale in pratica ad un range di stima pari a circa 200

telelavoratori.

Come si può notare l'introduzione dei coefficienti g I , come è giusto che sia, non stravolge i risultati ottenuti in precedenza, ma li completa aggiungendo gli effetti di feedback che anche gli esperti hanno dimostrato essere importanti.

L'UK

L'UK, anche per l'alto numero già presente di telelavoratori, si attesta come il paese con la più bassa crescita futura nel campo del telelavoro.

Questo per una sostanziale debolezza delle variabili positive e per una forza di quelle negative; ci sembra quasi che la spinta che le variabili positive possono dare si sia ormai esaurita e la crescita di questo tipo di impiego segua quello dell'impiego normale.

Sotto la media europea il tasso di crescita delle linee telefoniche, delle fibre ottiche, delle spese pubbliche in tutti i campi; sopra la media invece le misure che riguardano l'insicurezza nel posto di lavoro e l'evoluzione dell'impiego specializzato.

Non si tratta attenzione di descrivere un fenomeno in fase decrescente, ma di un fenomeno invece nel pieno della sua maturità in cui cioè le condizioni chiave della società dell'informazione, come concorrenza, libero mercato del lavoro e bassi costi unitari si è già raggiunta e quindi la spinta evolutiva al cambiamento organizzativo all'interno dell'impresa ci sembra essere diminuita.

La soluzione all'equazione differenziale risulta:

TLV(t)=-1,5+2,5exp(0,171t)

Come nel caso della Spagna si ha una differenza di stima di circa lo 0,2%,questa volta però pari a circa 1200 telelavoratori.

Stime che anche nella migliore delle interrelazioni dimostrano una volta di più la difficoltà nello sviluppo del telelavoro in UK.

Il modello econometrico

Lo scopo del modello econometrico è principalmente quello di integrare i risultati ottenuti mediante il metodo TLV, fornendo soprattutto conferme dei risultati ottenuti soprattutto sul ruolo che giocavano le variabili non tecnologiche sullo sviluppo del telelavoro.

Siamo consapevoli che i risultati ottenibili siano da considerarsi solamente indicativi essenzialmente per due motivi: i dati riferiti al numero dei telelavoratori nei diversi paesi analizzati rappresentano le stime di Korte di cui non si conosce l'intervallo di confidenza e l'attendibilità statistica in generale; inoltre l'esiguo numero di equazioni del nostro modello può inficiare la validità dei risultati ottenuti.

L'anno di riferimento è il 1995-96, anno in cui sono valide le stime sul telelavoro di Korte.

Si suppone che esista tra la variabile TLV ''numero di telelavoratori'' e le variabili XI una dipendenza lineare del tipo:

Per stimare i coefficienti a I si è utilizzato un modello lineare risolvendolo mediante il metodo dei minimi quadrati.

 

Stime

S.E.

TStat

Pvalue

Cost

248 397

13.202

18.8143

0.033

X1

56.1

0.8844

63.4424

0.010

X16

-101.451

-61.5153

-61.5153

0.010

X8

-193.479

-44.863

-44.863

0.014

X1 = Capacità delle linee telefoniche;

X16 = Attitudine del governo;

X8 = Abitudine al lavoro indipendente. I risultati sono stati sostanzialmente positivi, anche se permangono alcune difficoltà interpretative.

Si è ottenuta quindi la seguente curva di regressione:

TLV=248,397+56,1XI-101,451X16-193,479X8

Le difficoltà interpretative del modello risiedono nel fatto che le variabili X16 e X8, pur avendo un effetto positivo riguardo al numero dei telelavoratori, nel nostro modello hanno coefficienti negativi: questo risultato contraddittorio nasce essenzialmente dall'aver potuto

utilizzare solamente poche equazioni esplicative.

Il modello proprio per quest'ultimo motivo è risultato poco stabile al variare delle variabili indipendenti.

Per quanto riguarda i risultati si è ottenuto un R2 ottimo essendo uguale a 0,928, mentre la statistica F di Fisher-Snedecor è uguale a 1360,04 ed ha valore critico solo in 0,019, cosa che rende il modello, dal punto di vista statistico, pienamente significativo nell'ordine del 5%.

Il nostro modello ha tre gradi di libertà mentre la varianza dell'errore di regressione ha un grado di libertà.

Messi a confronto i valori osservati e quelli da noi ottenuti mediante la curva di regressione, si nota una buona approssimazione del nostro modello teorico.

Valori osservati e valori ottenuti con il modello lineare

Osservati

Ottenuti dal modello

149 013

152 584

215 143

210 696

563 182

563 814

96 722

95 382

101 571

103 155

Il nostro modello si presenta originale, ed essendo il primo proposto in campo europeo potrà servire di base ad analisi più puntuali nel momento in cui saranno disponibili statistiche più precise sul numero dei telelavoratori e sulle variabili indipendenti, attualmente non esistenti.

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