Elaborare e discutere la tesi dal salotto di casa

 

Il 16 febbraio 1998 mi sono laureato in Relazioni industriali presso l'Università di Verona, facoltà di economia. La tesi è stata discussa in videoconferenza, dal salotto della mia abitazione. La discussione in videoconferenza è stata solo l'epigone di una tesi per la quale, fin dall'inizio, si sono sperimentate modalità telematiche. Infatti, con il progetto "teletesi" si è voluto sfruttare la possibilità offerta dai nuovi sistemi di comunicazione di superare le difficoltà legate a spazio e tempo, introducendo il concetto di delocalizzazione, per tutte le fasi relative alla predisposizione di una tesi, compresa la discussione finale.

Inizialmente, scopo del progetto è stato quello di verificare vantaggi e svantaggi derivanti dall'avvalersi dell'uso sistematico di tecnologie di comunicazione , in sostituzione o integrazione dei rapporti "tradizionali" tra docente e studente. Tuttavia, ben presto, con il progredire della sperimentazione, si è spostata l'attenzione sull'opportunità di creare un modello di relazione studente-docente e studente-istituzione universitaria, applicabile in particolari situazioni di disagio, laddove la tecnologia può efficaciemente sopperire ad alcune deficienze di ordine fisico, quali, ad esempio, le difficoltà motorie per un disabile affetto da invalidità permanente o transitoria.

Con la mia relatrice, prof.ssa Donata Gottardi, sollecitati dall'argomento prescelto per la tesi, ovvero Telelavoro politiche europee ed applicazioni italiane, si è pensato di introdurre una diretta sperimentazione di lavoro a distanza, decidendo di ridurre al minimo se non di annullare gli incontri, sostituendoli con l'utilizzo della posta elettronica.

Utilizzando entrambi il personal computer e possedendo un accesso ad Internet è risultato relativamente semplice e naturale servirci dell'e-mail come strumento principale di comunicazione, risultato peraltro assai utile, dal momento che risiedo a circa 80 km dalla sede universitaria e impiego circa un'ora con mezzi di trasporto privati due ore con quelli pubblici per la sola andata. Con tali disponibilità, avrei dovuto impiegare più di mezza giornata per consegnare, discutere e ritirare i capitoli della tesi via via elaborati. Sfruttando invece la Rete, ho avuto la possibilità di inviare i file in qualsiasi momento della giornata senza dover rispettare gli orari di ricevimento per gli studenti. Tutto ciò con costi nemmeno paragonabili a quelli che sarei stato costretto a sostenere per recarmi periodicamente a Verona.

La tesi è costituita da una parte cartacea e da un allegato virtuale, rappresentato dalle pagine Web del sito http://www.univr.it/ius/telelavoro.htm. Per "amor di coerenza", accompagnata forse da una buona dose di "lucida follia , questo allegato è stato consegnato alla segreteria studenti virtualmente, conferendogli pari dignità di certificazione. In pratica, si è provveduto a crittografare tutti i file, contrassegnandoli con la firma digitale, in modo tale da garantirne la provenienza e l'autenticità.

La discussione della tesi in videoconferenza ha rappresentato la fase finale del "progetto Tele-Tesi", e la coerente conclusione di un lavoro svolto prevalentemente a distanza.

Inoltre, il fatto che si sia trattato della prima esperienza del genere in Italia, è stato per me motivo di grande soddisfazione.

Le precedenti fasi del progetto contengono elementi di novità, ma rientrano nell'ambito di una diversa scelta procedurale nel corso della stesura di una tesi di laurea; la sostituzione, o l'integrazione, del rapporto "tradizionale" docente-studente, attraverso l'uso delle nuove tecnologie e l'utilizzo della Rete come strumento principale di ricerca e collaborazione, non sono andate ad incidere nella sfera "istituzionale". Tutto questo ha rappresentato solo una diversa modalità di approccio alle ricerche per la propria tesi, ma, in fondo, non ha apportato alcun elemento di originalità, se non, forse, rispetto alla ancor modesta diffusione delle opportinità tecnologiche in ambito universitario. Ma la discussione in videoconferenza "dal salotto di casa" ha comportato sicuramente un elemento di novità. Essa ha conferito, forzando un sistema basato per lo più su procedure consuetudinarie consolidate, valore giuridico ad un esame sostenuto a distanza, autorizzando e legittimando la presenza dello studente in formato virtuale.

Vale la pena di ricordare in questa sede che è stato proprio perché abbiamo avuto coscienza dei risvolti di utilità sociale che le applicazioni delle nuove tecnologie potevano offrirci, che abbiamo desiderato effettuare una sperimentazione ripetibile nel tempo, ma che non contenesse elementi di eccezionale evento tecnologico. Perciò, ci siamo avvalsi di sistemi a basso costo, e di un collegamento ISDN a 128 K.

Il sistema di Video-conferenza che è stato utilizzato presso l’Università di Verona è estremamente compatto ed è stato adeguatamente configurato per permettere alla Commissione di prendere il completo controllo del sistema utilizzato dal sottoscritto in remoto.

Il sistema, collegato nell'aula universitaria ad un televisore, collocato fisicamente dinnanzi la Commissione, e ad un Personal Computer, ha permesso di sfruttare al massimo le potenzialità della connessione telefonica ISDN, ed ha consentito lo scambio di dati e la presentazione in tempo reale della tesi.

Presso la mia abitazione è stato installato un sistema configurato con 2 telecamere a brandeggio, controllate dalla Commissione attraverso un telecomando. In tal modo, è stata garantita la supervisione completa della stanza e la regolarità dello svolgimento della discussione.